ACQUISTARE PRODOTTI KAMUT®: SI O NO?
- 11 nov 2018
- Tempo di lettura: 2 min

Vorrei fare un po' di chiarezza sull'annoso dilemma del Kamut®, senza sbilanciarmi in opinioni personali perché ognuno di noi è libero di scegliere in base alle proprie esigenze ed esperienze.
Iniziamo con un po' di storia.
Migliaia di anni fa in Egitto e Mesopotamia veniva coltivato il cereale Triticum turgidum, un antenato del grano duro moderno, dalle proprietà altamente proteiche e ricco di: potassio, fosforo, magnesio, calcio e vitamine del gruppo B.
Questo cereale si coltiva tuttora in Iran, nella regione più orientale dell'antico impero persiano, denominata Khorasan (che significa “dove origina il sole”) e da cui deriva il nome del grano.
Attualmente viene coltivato in Puglia e utilizzato dalla panetteria tradizionale per la produzione dei famosi marchi DOP: Pane di Altamura, Pane di Matera e Pane di Laterza.
Nel 1921 la casa editrice inglese “John Murray Publishers” pubblicò un dizionario etimologico, nel quale apparve per la prima volta la parola Kamut come equivalente del grano Khorasan. Molti anni dopo, nel 1990, l'agricoltore statunitense Bob Quinn, laureatosi in biochimica vegetale all'Università della California, decise di depositare il marchio e il brevetto “Kamut®”.
Cosa acquistiamo quando scegliamo prodotti con la dicitura Kamut®?
All'interno della famiglia del cereale Triticum turgidum è stato isolato un grano dalle particolari proprietà organolettiche ed è stato registrato un brevetto con dettagliate specifiche di condotta.
Il grano khorasan KAMUT® deve: 1. Appartenere alla pura antica varietà di grano khorasan; 2. Essere coltivato solamente come grano certificato biologico; 3. Avere un range di proteine tra il 12% e il 18%; 4. Essere privo al 99% di contaminazioni con varietà di grano moderno; 5. Essere privo al 98% di danni da malattia; 6. Contenere tra i 400 e 1000 ppb di selenio; 7. Non essere utilizzato in prodotti che sono denominati o commercializzati in maniera fuorviante o ingannevole.
La diffusione del marchio a livello mondiale ha dato origine ad una corporation, di cui fanno parte la Kamut International e la Kamut Enterprises of Europe, che detengono la proprietà intellettuale del marchio e concedono ad altre aziende la licenza di utilizzarlo, previo rispetto delle specifiche del brevetto. Il contratto di licenza è a titolo gratuito perché la mission dell'azienda è quella di diffondere l'agricoltura biologica e tutelare la qualità del prodotto.
Possiamo pertanto affermare che il marchio Kamut® è l'equivalente di un marchio DOP, DOCG, ecc.
In conclusione, scegliere prodotti Kamut® significa certamente scegliere un marchio registrato statunitense, ma nato per diffondere l'agricoltura biologica in un ambiente con concorrenza spietata e senza tutele legali. L'agricoltore Bob Quinn ha utilizzato probabilmente l'unico mezzo a sua disposizione per salvaguardare il proprio know how dagli interessi speculativi delle multinazionali, diventando egli stesso, negli anni, un colosso economico.
Il solo dilemma etico inerente il Kamut® riguarderebbe la concessione a titolo gratuito della licenza per l'utilizzo del marchio, la quale potrebbe essere in futuro modificata dai successori di Quinn e trasformata in licenza a pagamento, snaturando così l'intenzione originaria del fondatore.












































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