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LA RESILIENZA: SUPERARE LE DIFFICOLTÀ E RAGGIUNGERE UN OBIETTIVO

  • 12 dic 2018
  • Tempo di lettura: 4 min

Vorrei riportare la mia esperienza personale per aiutare chiunque si sia trovato nella mia situazione. I cambiamenti sono l'azione più difficile da compiere, anche se fortemente desiderati, perché ci costringono a rivalutare il nostro stile di vita, abbandonare atteggiamenti insalubri, ma confortanti e rinunciare ad abitudini consolidate e rassicuranti.

Ho sempre coltivato la passione per i massaggi e la naturopatia, nel 2004 iniziai il mio lungo percorso di studio e praticantato, senza pormi obiettivi, semplicemente per impeto emotivo. La mia idea della professione prevedeva una competenza e una professionalità che avrei conquistato negli anni. Pertanto decisi di trasformare la mia dote in professione solo ad ottenimento di tale idoneità, precisamente a marzo 2016. Ma la vita ci riserva sempre delle sfide impreviste, ebbene, per ironia della sorte, a dicembre dello stesso anno subii un incidente stradale che mise in discussione il passo che avevo appena compiuto.

In psicologia la chiamano resilienza, letteralmente è la proprietà di un materiale di assorbire un urto senza rompersi, per gli individui è la capacità di affrontare in maniera positiva un evento traumatico, riorganizzare la propria vita e rimanere aperti a nuove opportunità dinanzi a periodi di difficoltà, senza alienare la propria identità: cosa assai difficile.

Fu traumatico trovarmi in questa situazione perché non potevo più svolgere il lavoro che avevo intrapreso per passione e cambiare di nuovo significava allontanarsi dal cammino che mi rappresenta e mi realizza. Tuttavia mi sorsero numerosi dubbi sulla validità della scelta effettuata che iniziavo a considerare un avventato salto nel buio.

Ebbi il coraggio di rinunciare a un lavoro che mi piaceva, svolgevo l'attività di impiegata nell'ufficio commerciale export di un'azienda solida, dipendente a contratto indeterminato e stipendio adeguato, cambiai per abbracciare la libera professione. Diventare imprenditori di se stessi oggi richiede una gran dose di incoscienza, non esistono indennità per malattia, infortunio, maternità, ferie retribuite, né festività non godute. Bisogna saper programmare il proprio lavoro anticipando l'andamento del mercato e prevedendo le sue fluttuazioni. Ottimizzare le oscillazioni di lavoro in negativo per lavorare sui previsionali, la pubblicità, i progetti futuri e investire moltissimo tempo per lo studio e i continui aggiornamenti (che sono a pagamento). Ora la formazione continua nel settore benessere non è obbligatoria, ma ritengo sia fondamentale per mantenere un livello alto di preparazione, inoltre aumenta la gamma di offerte nella strategia di vendita. Dunque il lavoro del libero professionista nel settore benessere richiede sforzo fisico per le attività, lucidità mentale per la contabilità, tanta fantasia da investire nel marketing e una certa predisposizione al martirio.

Cosa accadde a dicembre 2016? L'incidente subìto mi provocò un lieve spostamento a destra della vertebra cervicale C5 e una distorsione al polso destro. Nulla di rotto, prognosi dell'ospedale: 3 giorni di malattia. Eppure non fu così semplice, non riuscivo a girare la testa, il movimento era limitato ai 20° in ambo i lati, soffrivo forti dolori alla schiena che si alleviavano solo in posizione distesa, camminare fu una sofferenza. Dopo tre mesi di bendaggio, antinfiammatori, miorilassanti e antidolorifici la situazione era migliorata, ma non potevo lavorare a causa dei dolori al polso e alla schiena. La domanda che mi turbava di più era: “Devo cambiare di nuovo mansione lavorativa?”. Mi è difficile confidarvelo, ma credo di aver avuto un principio di depressione.

Fortunatamente conobbi un medico legale che mi spinse a fare accertamenti, consultai una fisiatra di Casa di Cura Città di Udine che mi prescrisse un percorso di fisioterapia e riabilitazione motoria. Dopo due mesi di terapia giornaliera riconquistai il movimento completo di testa e polso.

Oggi è l'anniversario dell'incidente, sono trascorsi due anni, i più duri della mia vita, sia dal punto di vista fisico che psicologico. Ho dovuto lavorare sodo per riconquistare i clienti persi, sopperire alle ingenti spese sostenute per le terapie, la riparazione dell'auto e la perdita economica dovuta al mancato guadagno. Nel contempo rimanevo in attesa di un rimborso assicurativo mai pervenuto, per un incidente di cui ero stata valutata in ragione al 100% e di cui dovevo continuamente giustificarmi come in un processo kafkiano.

Ho tuttora alcune difficoltà di movimento nelle tecniche di Danza, a marzo dovrò affrontare delle gare e sto ancora lavorando su movimenti basici che conoscevo perfettamente, ma che il mio corpo non riesce più a compiere. Talvolta mi sento frustrata dal fatto che il mio cervello non riesce a comunicare con i muscoli, come se dovessi ricominciare da zero, anni di duro lavoro registrati nella memoria come ricordo lontano, mentre il corpo ha dimenticato il gesto atletico e necessita di continuo allenamento. Il mio obiettivo oggi è riconquistare la tecnica che possedevo e migliorarla. Gli ostacoli sono innumerevoli, dall'astenia dovuta alla stanchezza fisica per la mole di lavoro che affronto nella mia professione alle malattie psicosomatiche del venerdì sera. Perché accade sempre nei fine settimana, quando vorresti divertirti, dedicare del tempo a te stesso e ai tuoi familiari, invece ti trascini per casa come uno zombie. Il corpo e la psiche sono un'unica cosa, l'ansia provoca cefalea, l'eccessiva preoccupazione porta a gastrite e insonnia, cercare di superare costantemente i propri limiti causa dolori muscolari, non ottenere risultati a breve termine spinge inesorabilmente verso la demotivazione. È un meccanismo subdolo che determina spesso la sconfitta. Se non avessi intrapreso questo percorso mi sarei già arresa, invece so benissimo che questo è il punto di svolta, il momento in cui bisogna essere tenaci, insistere, perché da questo momento in poi si può solo migliorare. Ed è così! Scrissi questo articolo il 24 novembre, dopo una nottata di dolori e avendo saltato lezioni di danza per più di un mese. Lo scrissi per me stessa, perché avevo bisogno di riordinare le idee, capire dove stavo sbagliando. La soluzione si è palesata mentre scrivevo: l'errore sarebbe stato mollare nel momento in cui era necessario riposare per poi riprendere e insistere.

Mi stampai questo articolo e me lo lessi ogni mattina perché nei momenti bui hai bisogno di un motivatore che ti sproni a dare il meglio di te stesso. Potrebbe esservi utile prendere spunto da questo articolo per scrivere qual è stata la prova più difficile della vostra vita. Ciò servirà per ricordarvi che se siete riusciti ad affrontare un momento difficile avete le capacità per superare qualsiasi ostacolo.

Così ora sto perseverando per raggiungere i miei obiettivi.


 
 
 

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